Mag
2
Comune di Castel San Giorgio storia economia e tradizioni
San Giorgio e’ antico, ma soltanto durante il periodo Longobardo ebbe determinazione topografica.
Essendo al centro dei diversi casali, durante il periodo delle Universita’ Comunali, fu scelto quale luogo comune del territorio della valle, perché centrale e cesso’ il detto San Giorgio Soprano e San Giorgio Sottano.
Certamente il toponimo inizio’ a comparire dopo la costruzione dell’Acquedotto Augusteo,come riferimento di luogo di espurgo delle acque: Castella.
Vista di Castel San Giorgio da Google Earth
Nella piazzetta,prima della sede Comunale,vi era l’antica Castella dell’Acquedotto Augusteo e percio’ il primitivo toponimo fu soltanto: Castella. In quel punto,proprio dove ha inizio il corso Claudio,erroneamente così tramandato,che porta a Cortedomini,quando scomparve l’Acquedotto Augusteo,venne realizzata l’antica Cisterna ove il fiume Saltero riversava le sue acque che i cittadini attingevano.
Soltanto durante il periodo Longobardo,quando Arechi I fece costruire i diversi castelli della zona,la localita’ venne chiamata Castello.
Quando i Longobardi si ebbero bene consolidati nella nostra Valle e si convertirono al Cristianesimo per volere della loro regina Teodolinda ,essi, da feroci persecutori dei Cristiani, diventarono i più attivi e fedeli seguaci di Gesù Cristo e dei Santi Martiri.
Fu un secolo molto triste quello dell’espansione Longobarda nella zona , perché vi furono la peste,la carestia,la guerra Gotico-Bizantina e la distruzione di molti luoghi di culto cristiano per opera dei Longobardi.
I Longobardi dopo la conversione al cattolicesimo completata alla fine del 600 , diffusero con ardore il culto di San Giorgio, simbolo della lotta.Con il nome del santo e la costruzione del Castello in cacumene montis il nome primitivo di Castella dei Romani venne sostituito, nel 700,con quello di Castello di San Giorgio.
Nel corso dei secoli venne eliminato il nome Castello e si chiamo’ poi soltanto San Giorgio,ma ricomparve dopo il 1000,il toponimo Castello di San Giorgio,durante l’occupazione normanna,poi abbandonato ricomparve nel 1900 con il ventennio fascista.
Lo storico De Sanctis ci ha tramandato che principi di Salerno erano soliti recarsi sul castello di San Giorgio per trascorrere piacevoli giorni.Ora ,il palazzo signorile un tempo con la caserma dei carabinieri,e quello attiguo che pure avevano la propria storia,essendo stati costruiti durante il Medioevo, hanno lasciato spazio alle nuove abitazioni.I fabbricati,come erano le costruzioni del tempo,avevano internamente un cortile ed esternamente il giardino che non era certamente un fazzoletto di terreno,ma misurava moltissimi metri quadri.Ad esempio,quello che era all’angolo aveva un giardino che giungeva fino all’antico mulino,ora adibito a tante costruzioni.
L’Universita’ di San Giorgio,fin dal suo primo costituirsi,adotto’ il labaro di San Giorgio che dal cavallo focoso infilza il drago,stemma di cui si insignirono i San Giorgio,tra i più famosi furono:Riccardo di San Giorgio,Signore di San Giorgio,Giustiziere della Capitanata(Foggia) di Abbruzzo Citro e Capitano di guerra di Salerno;Gentile da San Giorgio,padrone di San Giorgio,di Otranto,di Casalfano,di Pietracatello,di Cariati,di Francavilla,di Cerenzia,di Casalbono e del feudo di Rossano Calabro;capitano generale in Principato,Terra di Lavoro e del ducato di Amalfi,indi Capitano generale e giustiziere di tutto l’Abruzzo ed ambasciatore al re di Francia e Regio Consigliere della Corona….
Sul primitivo Labaro del Comune, a grandi lettere ricamate con fili d’oro,i signori gloriosi Sangiorgio,fecero porre il loro motto:pro fide et patria .
Il Comune di San Giorgio non e’ molto antico e la sua data di nascita e’ quella della legge del 1806 quando Gioacchino Murat re d’Italia e cognato di Napoleone,abolì la feudalita’.
Furono incorporati terreni feudali e demaniali e l’inaugurazione avvenne il 26 Gennaio del 1810,quando venne smembrato lo stato dei Sanseverino e nell’ambito di esso furono costituiti sei indipendenti comuni: Mercato San Severino, Monitoro, Castel San Giorgio, Fisciano,Calvanico e Baronissi.
La terra dei San Giorgio fu sempre cara ai Sanseverino che avevano dei possedimenti ampi come quelli di un regno.
Infatti quando nel 1358 morì Tommaso III Sanseverino si fece costruire nella chiesa di Sant’Antonio dei frati minori di San Severino,un mausoleo di Tino da Camaino che e’ tra le più importanti sculture trecentesche dell’Italia meridionale.
Il principe Tommaso,vestito del saio francescano,e’ ricomposto nella solennita’ della morte.Lo stemma dei Sanseverino e’ uno scudo con banda rossa in campo d’argento,e’ ripetuto tre volte nella lastra superiore e sei volte nei triangoli mistilinei tra gli archi che racchiudono le figure dei Santi;Paolo, Agnese, Caterina, Alessandra, patrona della Scuola Medica Salernitana, S. G. Battista e S. Pietro.
Sotto vi sono quattro figure marmoree che rappresentano le quattro virtù: Fede, Giustizia, Fortezza e Temperanza.
A fianco vi e’ una pietra tombale con figura a rilievo di Scipio De Sanctis,barone della terra di San Giorgio,anno 1580.
In San Giorgio i discendenti di Turgioso de Rota furono magnanimi e generosi con le chiese e specialmente con il Santuario della Madonna di Materdomini.Vi sono negli archivi notarili diversi atti con le loro donazioni.
Le donazioni sono numerose perché allora veramente la fede Cristiana si sentiva e si praticava e quando vi era da erigere una chiesa o un monastero v’era il concorso unanime di tutta la popolazione, ricca o povera.
« Comune di Baronissi storia economia e tradizioni | Home | Valle dell’irno storia geografia eventi e fotografie »

